Se solo sapessi come si chiama mia moglie

di e con
Angelo Belgiovine

e con
Margherita Di Sarno
Francesco Galluccio

e la partecipazione amichevole di
Claudio Lardo

audio e luci
Doddy

foto di scena
Studio Due Erre

regia
Angelo Belgiovine

Ci capita, spesso, di rivedere e rielaborare situazioni passate cercando di giustificare o motivare ciò che si è fatto e perché si è agito in quel modo, ricordando l’accaduto. Lo si fa da soli o lo si può condividere. Il racconto di questo spaccato di vita può plasmarsi facilmente su ognuno di noi, in modo veritiero, goliardico o assurdo. Argomento molto interessante è l’utilizzo del sogno come sovraesposizione del nostro inconscio che rimescola le carte di un vissuto trascorso. Sembra una dimensione alquanto drammatica, ma non lo è. E se provassimo a sdrammatizzarla guardandola da un punto di vista prettamente comico? Sicuramente ci accorgeremmo che, all’improvviso, le barriere innalzate dal nostro inconscio, verrebbero miracolosamente abbattute dalla potenza dell’umorismo!

“ …ma che sei collegato in rete con i sogni degli altri? “

Mostrare agli altri i propri sogni e commentarli, è il soggetto di questo lavoro teatrale.

Isidoro (Claudio Lardo), si presenta e si racconta al pubblico mostrando un pizzico della sua vita. Perché lo fa? Il suo è un intento riparatorio? Cerca aiuto mostrandosi senza scudi? Vuole rivedersi? Sta facendo terapia di gruppo? Non si sa, sappiamo che lo fa, ma forse, non del tutto, perché nel sogno cambia nome e non solo. Si presenta come Rosario (Francesco Galluccio) sposato con Veronica (Margherita Di Sarno) e conduce una vita coniugale non differente da quella che trascorriamo tutti noi, ma all’improvviso ritorna nella sua vita Angelo (Angelo Belgiovine) e da quel momento una serie di ricordi e accadimenti nuovi condizionano il trascorrere di una giornata normale, che normale non lo sarà più.

Angelo Belgiovine, che è anche l’autore del testo, ha preso spunto da un lavoro di Ivano Montano, riscrivendo il tutto e lasciando del Montano, alcune citazioni, infatti in calce al titolo ha scritto: “A qualcuno si è accesa una lampadina, ed io ho fatto l’impianto elettrico“. Curando la regia della pièce, ha delineato in maniera nitida e definita il carattere dei personaggi, sfruttando a pieno le caratteristiche tecniche e le abilità di ciascuno degli attori, rendendo così il lavoro, un perfetto meccanismo comico dal divertimento assicurato.

Roma, Teatro "UTS - Upter Teatro Studio"
23 e 24 marzo 2013

Napoli, Teatro "La giostra"
2, 3 e 10 marzo 2013

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