La Zeza

farsa comica con musiche, da un canovaccio del '600

con
Vito Cesaro
Claudio Lardo
Enrica Mari

e con
Eduardo Di Lorenzo
Marco De Simone
Assunta Nigro
Christian Salicone

scene
Rudy Zoppi

costumi
Maria Marino

musiche
N.Fiorenza e F.Mancini
eseguite da
Ensemble Festa Rustica
di Giorgio Matteoli

movimenti coreografici
Marina Ansalone

audio e luci
Colpo di scena

direzione di allestimento
Paolo Antoniello

disegno luci
Rino Paraggio

attrezzeria di scena
Tommaso Lanaro

organizzazione generale
Ilaria Valitutto

scritto e diretto da
Dora Liguori


È la ricostruzione effettuata da Dora Liguori su canovacci scritti tra il XVII e il XIX secolo, nei quali si racconta di un Pulcinella (Vito Cesaro) che, ingenuamente pensa di far prevalere il suo volere nei confronti della moglie Zeza (Claudio Lardo) e della figlia Zezella (Enrica Mari).

In un primo momento, Pulcinella appare sconfitto dalle due donne e, da buon filosofo, accoglierà la disfatta con rassegnazione, soprattutto perché presto gli si presenterà l'opportunità di rifarsi. A guidare gli avvenimenti verso la risoluzione sarà, ancora una volta, la logica comune di sgominare l'eterna fame che incombe e che tutti, in perfetto accordo, desiderano allontanare.

Vengono ripresi gli archetipi della commedia dell'arte, basati sulla parola e sulla gestualità degli attori che, come nel Settecento, dovevano essere bravi istrioni e saper estemporaneamente arricchire il testo, tanto da creare ogni sera il miracolo di una compiuta genialità teatrale che non avrebbe più avuto epigoni nel tempo. La maschera di Pulcinella diventa figura di riferimento, nella quale chiunque può identificarsi, anche solo in parte: sbruffone, vigliacco, scarsamente propenso al lavoro, furbo e, dunque, spesso malandrino, è di fatto un uomo libero e orgoglioso nella e della sua napoletanità.

In scena, anche Eduardo Di Lorenzo, Marco De Simone, Assunta Nigro e Christian Salicone.


Battipaglia (SA), Teatro sociale "Aldo Giuffré"
19 dicembre 2021

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